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poveri illusi   3 comments

Posted at 11:24 am in media

Cari co-blogger,

in questi giorni si fa un gran parlare in merito al disegno di legge, proposto dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Ricardo Franco Levi ed approvato dal Consiglio dei Ministri del 12 Ottobre, che infliggerebbe ai blogger italiani gravose limitazioni burocratiche e aumenterebbe le possibilità di conseguenze penali.

In attesa di una più precisa valutazione tecnica del testo, che purtroppo non sono in grado di operare in autonomia, non aggiungerò alcunché alla valanga di commenti che in queste ore si sta riversando sulla blogosfera in reazione a quest’evento.

Mi permetto però una considerazione, o meglio un augurio: che questo sia di monito a tutti coloro, Beppe Grillo e seguaci in primis, che a mio avviso danno troppo spesso per scontata la neutralità ed altre proprietà curative della Rete.

Perlomeno nell’accezione in cui lo si sta considerando, il Web è un media, e come per ogni altro media, vale il modo in cui viene fruito. Si tratta oltretutto di un media molto potente, per le sue doti intrinseche di multimedialità e interattività, tanto per cominciare; questa potenza può facilmente ritorcersi su chi ne faccia un uso passivo.

Fuori di metafora, per i più duri di comprendonio: non so se ve ne siete accorti, ragazzi, ma nella vita nessuno ti regala niente; anzi, è più facile che qualcuno provi a fregarti qualcosa.

Forse quest’illusione di neutralità dipende da un equivoco precedente, di cui molti paiono essere vittime, ovvero l’idea che Internet sia tecnicamente più difficile da controllare. Siccome qui entriamo nella mia sfera professionale, vado oltre la considerazione e mi permetto un giudizio: poveri illusi.

Molto ragionevolmente questo disegno di legge non vedrà la luce del sole, perlomeno nell’attuale formulazione. Se leggete il testo (a proposito, visto che sembra essere disponibile, chi l’ha letto?), a mio avviso si evince chiaramente che la citazione di Internet è una sassata, una roba buttata lì. Forse invece diventerà una legge così com’è, e andrà ad accrescere il già consistente numero di leggi italiane la cui formulazione insignificante si traduce nell’impossibilità di farle osservare, se non in modo arbitrario. In altre parole, all’Italiana.

Il punto però non è questo. Chi vuol capire capisca.

Bene, forse è l’ultima cosa che posso dire, più probabilmente è l’ultima che vorrò dire; però intanto l’ho detta :-D

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Written by andrew on ottobre 20th, 2007

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