Archive for the ‘genio malefico’ Category
neologismi italici 2 comments
Da qualche tempo ho un nuovo hobby: tenere sott’occhio le offerte di lavoro su vari siti e motori di ricerca.
Questo fatto mi ha permesso di osservare l’uso di un nuovo termine, di cui cercherò di dare una definizione.
NEOLAUREATO: risorsa umana avente livelli di formazione ed esperienza sufficienti ad essere sottopagata.
UPDATE 20080421:
un altro simpatico annuncio:
xxxx Spa cerca sistemista Linux junior; è richiesta una buona conoscenza di Linux, capacità di troubleshooting e buone basi di networking.
e una fetta di culo niente???
UPDATE 20090320:
“Junior Expert” è veramente geniale. W l’Europa.
in certi casi la sincerità paga no comments
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intelli + gente = 0 3 comments
Naturalmente, vi sono casi in cui solo un individuo fuori dal comune avrà la percezione di un sistema che condiziona la vita di molte persone, un sistema che prima di allora non era stato nemmeno riconosciuto come tale; individui del genere spesso dedicano la loro vita a convincere gli altri che quel sistema esiste realmente, e che se ne dovrebbe uscire!
Douglas R. Hofstadter, Gödel, Escher, Bach: un’Eterna Ghirlanda Brillante
(1979; Edizione italiana Adelphi, 1984)
L’Intelligenza Artificiale ha un lungo cammino davanti a sè, prima di raggiungere la stupidità naturale.
Utente #33649 @ slashdot.org
ignoro ergo sum 13 comments
Poche ore fa sono stato protagonista di un accadimento quantomeno singolare, non tanto di per se stesso quanto per le riflessioni a cui mi ha portato.
Assieme ad alcuni amici stavo partecipando alla soluzione di uno schema di parole crociate. Alla definizione
minerale molto duro — 7 lettere, prime lettere GR
la ragazza che stava compilando lo schema ha proposto granito, mentre la mia risposta è stata grafite.
Ho molto scherzato sul fatto che non si sia fidata della mia soluzione, per rimanere di sasso poco dopo, allo scoprire che la soluzione richiesta era proprio granito.
A poco è valsa la mia sacrosanta obiezione che è la grafite ad essere un minerale, a differenza del granito, che è una roccia. Sapevo che la grafite è uno degli stati allotropici del carbonio come il diamante, ma non ho tenuto presente che, al contrario di questo, è uno dei minerali più teneri esistenti in natura (1-1,5 secondo la Scala di Mohs). Il fatto che venga usata per le matite lo testimonia (in realtà ho sempre creduto che le mine fossero di un composto di grafite, cosa che probabilmente è vera).
Quindi, chi ha ragione?
Senz’altro ha sbagliato l’autore del gioco, avendo stilato una definizione non corretta, dato che il granito non è un minerale. Ovviamente ho sbagliato io, perché la grafite non è un minerale duro. Sulla posizione della mia amica è interessante disquisire. È di certo una questione di punti di vista: da quello che potremmo definire gnoseologico, sicuramente è in errore, mentre dal quello teleologico della soluzione del gioco ci ha preso in pieno.
L’analisi di questo evento mi ha portato quindi ad una serie di considerazioni, alcune delle quali giudico non banali. Parte di esse deriva dall’osservazione di come il fissarmi su un errore altrui mi abbia fatto arrivare ad una conclusione a sua volta errata, nonché portato a difenderla ad oltranza (mi concedo solo un’attenuante: trovate un altro minerale il cui nome sia composto da 7 lettere e inizi per GR). Ma ancora più interessante e suggestivo giudico il fatto che l’ignoranza di un errore abbia guidato la mia amica, o perlomeno non le sia stata d’intralcio, verso una soluzione corretta del gioco. Come se le due ignoranze, quella dell’autore e la sua, si fossero annullate fra loro. Rischierò di passare per retorico e presuntuoso, ma non posso fare a meno di trarne un’importante lezione di vita.
Conosco una persona che suole dire che due ignoranze sommate non danno meno ignoranza, ma un’ignoranza al quadrato. Al di là dell’incoerenza in termini di formalismo matematico (due ignoranze moltiplicate non rende altrettanto l’idea), ho sempre pensato che la metafora fosse verosimile. Ma evidentemente ci sono casi in cui l’ignoranza è una benedizione.
auguri pull 2 comments
Come ultima buona azione del fantastico, irripetibile anno che sta per terminare, brevetterò un’invenzione.
Purtroppo siamo un po’ in ritardo per la stagione in corso, in compenso siamo in colossale anticipo per le festività 2008/09.
L’invenzione che intendo brevettare è quella degli auguri in modalità pull.
In poche parole, l’idea è la seguente. Anziché ammorbare parenti fino al ventisettesimo grado, amici veri o presunti e conoscenti anche occasionali con messaggi augurali di ogni foggia, utilizzando ogni media esistente al mondo, ciascuno scriva il proprio messaggio augurale in un sito web. Per chi non lo possiede, esistono decine di migliaia di possibilità, gratuite e alla portata di pochi click. Per chi invece non desiderasse avere a che fare con la tecnologia, esistono miriadi di opzioni low-tech, quali ad esempio registrare un messaggio in una segreteria telefonica, o ancora meglio, farselo stampare su una maglietta (lo so, non molti a parte me vanno in giro in maglietta a Dicembre), o magari un bel cartello da affiggere al portone di casa.
Questa soluzione presenta tratti comuni alla pratica che si propone di sostituire, vale a dire:
- È parimenti sintetica ed impersonale;
- si presta perfettamente ai tratti stilistici tipici dell’alternativa, quali battute originali (si legga: imbecilli), riciclo o improbabilissima improvvisazione di liriche, ma soprattutto le amatissime catene di S. Antonio (della serie: il nuovo anno sarà fantastico, a patto che scriviate subito 10 post come questo, in caso contrario avrete una sfiga che un canchero vi sarà di sollievo);
ma anche diverse caratteristiche migliorative:
- È una soluzione amica dell’ambiente (fondamentale l’utilizzo di carta riciclata ed inchiostri non tossici per i cartelli da affiggere);
- le reti di comunicazioni non sarebbero intasate inutilmente, e il denaro risparmiato, oltre a non arricchire le compagnie telefoniche, potrebbe essere impiegato in modi migliori, per esempio inviando SMS alle innumerevoli iniziative benefiche sponsorizzate dalla vostra persona finta preferita (e puntualmente truffaldine);
- ma soprattutto, eviterebbe di sfracellare i coglioni a mezzo mondo, compreso ed evidenziato il sottoscritto.
Geniale, vero? Ho anche il payoff: Mai più auguri push!!!
Se utilizzate questa idea per fini commerciali, ricordate che mi dovete una commissione.
Ah, quasi dimenticavo: tanti auguri di buon anno a tutti!!!
anche no no comments

Lugaresi nello spot per l’API 6 comments
In un recente commento lasciato al post su andrew.org sulla Saga di Lugaresi, pidoz scrive:
Io abito a Cesenatico e vorrei vedere Lugaresi in uno spot x l’api in tv!!!!!
Beh… anche io! Chi non lo vorrebbe (a parte gli azionisti, intendo)???
Per cui lancio il guanto della sfida. Lasciate le vostre sceneggiature come commento a questo post. Siate prodighi di dettagli e soprattutto non dimenticate lo slogan finale!!!
Poi si vota e la migliore la giriamo. Se Lugaresi si rifiuta, usiamo un attore! Lo vedo bene Anthony Hopkins coi bragoni e il cappellino. No that you can’t do nothing!
P.S.: non è che per caso qualcuno si intende di regia?
milano marittima is burning 2 comments
e Milano Marittima niente???
volevo ben dire!!!
cesena is burning 4 comments
Da neo-Cesenate (ma pur sempre Cesenate) mi permetto di segnalare quest’opera di genio assoluto:
molamadòna se è sperimentale!
L’unico appunto che avrei fatto è che, per quanto l’autore sottolinei con ironia quasi perfida alcune indiscutibili peculiarità, è forse ingiusto e senz’altro limitante ascrivere certi atteggiamenti unicamente alla realtà cesenate… quand’ecco la conclusione ad aprire uno spiraglio grande quanto la regione Emilia-Romagna (ma probabilmente ancora di più): “Se Cesena non vi piace, fate un giro a Forlì“. Ripeto e sottoscrivo: genio assoluto.
Complimenti a Stefano Bernardeschi (con punti bonus per aver reclutato lo stesso doppiatore del famigerato “impara a bestemmiare con il computer”) e un grazie a Sisso per la segnalazione!!!
Java fa buon sangue 2 comments
L’aneddoto raccontato tempo fa da Fullo, cronaca del mio caratteristico gusto per la battuta a tutti i costi, mi ha fatto venire in mente una conversazione avuta anni addietro con un collega di nome Alessandro, commerciale ma di formazione tecnica.
[si parla di Java, non ricordo in che contesto]
A: Ah, sì, Java, il linguaggio che ha preso il nome dal famoso fiume…
L: Veramente si tratta di un’isola…
A: No… è un fiume…!
L: Ma cosa dici. È una delle isole maggiori dell’Indonesia…
A: [fingendo spaesamento] …ma… allora come mai si dice “scorreggiava lentamente nel suo letto“?
L: ….!
Una volta tanto, la battuta l’ho subìta!! E alla grande.
Ogni volta che lo vedo, purtroppo non di frequente, gli rinnovo i miei complimenti.
Questo sito contiene una serie di articoli su argomenti disparati,


