italia da distruggere 5 comments
Credo di essermi perso un film interessante.
Poche altre volte mi sono trovato tanto d’accordo con un’affermazione come in questo caso:
L’Italia è un paese da distruggere. Un posto bello… e inutile… destinato a morire.
Un grazie a Simo per la segnalazione…
5 Responses to 'italia da distruggere'
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gran bel video, molto molto significativo!!!
“… Lei promette bene dicevo, …. e probabilmente sbaglio …”
fantastico, però qualche prof cosi serve, per formare gli studentelli
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@Caio: che la nostra cultura abbia del buono non si discute; è per questo che sono ancora più incazzato, poiché sono scettico sulle possibilità di riscatto. Meglio: diciamo che ero scettico dieci anni fa, ora sono proprio convinto che non ce la si possa fare. Probabilmente qualcuno potrebbe darmi del disfattista, forse non senza ragione, ma per ora resto della mia idea. In ogni caso, lo sottolineo perché mi accorgo che non è chiaro, sarei ben felice di poter un giorno ammettere di essermi sbagliato. Ma la vedo dura: al di là di tutto quello che si vuol far credere a chi evidentemente si ostina a credere, si tratta di aritmetica, e i conti non tornano… 3+2 fa 5, non 32… e, per citare Jules Winnfield, non sarà con le chiacchiere che usciremo da questa merda.
È pur vero che se l’Italia è nella merda, il resto del mondo non è che sia poi in gran forma; ma a mio avviso ci sono alcune ataviche condizioni peggiorative che rendono la situazione italiana davvero infausta.
Più in generale, non è mia intenzione aprire una discussione che sia più grande di questo spazio, il quale non ha altra velleità che di essere una provocazione… o forse una predica mordi e fuggi… ovviamente ai convertiti. Ma se esce… ben venga
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@Andrew: Il problema credo stia nel fatto che i cambiamenti che vorremmo, piuttosto profondi e radicali specialmente in alcune zone del nostro “belpaese”, richiedano molto tempo; a meno che non si abbia la volontà di scendere in piazza con i forconi, e forse è un’idea, verrebbe da dire. Penso che non siamo i soli a pensarla in un certo modo, basta fare un giro su blog e forum vari per capire che la stragrande maggioranza di giovani sia della nostra medesima idea. A questo punto uno si chiede: “Bene, siamo d’accordo, quindi che cazzo vogliamo fare?”. Innanzitutto in merito alla scelta sul dilemma di cui sopra, posso dire di aver scelto di restare, perché io stesso sono parte di questa cultura e non posso fare a meno di riconoscerne pregi e difetti nel mio vivere quotidiano, comportamenti pensieri ecc. Se me ne andassi in un altro paese, prima o poi verrebbe fuori il mio ineluttabile essere italico in una qualche azione, mio malgrado sarei riconoscibile fra mille. Capisco quindi che per essere coerente con ciò che penso ed in cui credo, mi basterebbe cercare di cambiare qualcosa intorno a me, anche se questo mi costa in termini di scontri quotidiani con chi invece ottusamente non solo perpetra il proprio cammino verso il “lato oscuro”
, ma cerca di trascinarvici pure te. La storia e la logica ci insegnano che quando tocchi il fondo puoi solo risalire ed io credo fermamente nella grande qualità che abbiamo di fare grandi cose, imprese memorabili nei momenti più difficili. Certo non siamo mai stati un popolo di guerrieri, per questo credo non sarebbe la giusta maniera quella di combattere nel senso stretto del termine, ma siamo un popolo dal grande e riconosciuto talento, non solo sportivo. La consapevolezza credo sia la cosa che veramente ci manchi, ma che piano piano credo si stia diffondendo.
Anche il mio precedente commento voleva essere una provocazione, perché nel video il prof. si riferisce ad un talento che in Italia purtroppo potrebbe restare incompreso o peggio inespresso, allora sì che sono d’accordo. Ma non si tratta del mio caso….
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L’Italia deve essere distrutta?
Chi vuole distruggere l’Italia?
…
Torniamo a guardare il ‘36 con la Società delle Nazioni, i paesi tradizionalmente colonialisti, le sanzioni economiche … ma non dimentichiamo la “battaglia del grano” …
Ancor oggi a chi da così fastidio l’Italia?
Quale la nostra scelta?
Li lasciamo fare?
Servono altri quesiti e/o proposte strategiche?
Questo sito contiene una serie di articoli su argomenti disparati,



Beh, su questo tema allora “Mediterraneo” di Salvatores può essere un ottimo compendio. I personaggi riassumono sapientemente i vari profili tipici degli italiani e, ridendoci su, riesci ad ingoiare l’amara pillola (non ricordo mai se rossa o blu
) dei luoghi comuni sugli italiani che all’estero ci riconoscono. Il dilemma è tra scegliere se fuggire o restare, per poter cambiare qualcosa e salvare (“acronimo” del regista) ciò che di buono c’è nella nostra cultura e che, attenzione, da nessun’altra parte puoi trovare. Temo di aver svelato il mio pensiero in merito, anche se l’autore del post mi conosce abbastanza per sapere che qualche bel meteorite mi darebbe grosse soddisfazioni..